First Input Delay (FID) & l’esperienza utente

Ahoy capitano! Continuiamo anche oggi il nostro viaggio alla ricerca della User Experienceperfetta e dei Core Web Vitals di Google.

Ottimizzare la qualità dell’esperienza utente (UX) nel tuo sito è molto importante in quanto Google valuta alcuni parametri legati alla UX come fattori di ranking ovvero i fattori di posizionamento utilizzati dal regno di Google.

Pertanto se desideri che il tuo sito aumenti la sua visibilità e superi le altre navi nella SERP (pagina dei risultati del motore di ricerca) dovrai issare le bandiere e dare importanza all’esperienza degli avventurieri che visitano la tua nave.

Se non sai da dove inziare sei nel diario di bordo giusto perché ho deciso di presentarteli ancora una volta e parlare, in particolare, del FID di Google.

Cos’è il First Input Delay (FID) di Google

Come ho già accennato diverse volte (e non farmelo più ripetere!), i Core Web Vitals (letteralmente Segnali web essenziali) sono le metriche più importanti del proprio sito individuate da Google che si possono misurare per monitorare l’esperienza utente.

Ognuno di questi segnali rappresenta un aspetto distinto dell’User Experience e include tre metriche:

Oggi ti presenterò la seconda metrica, ovvero il parametro che misura il tempo trascorso tra la prima azione di un utente con la pagina, come il click su un pulsante o un link, e il momento in cui il browser risponde effettivamente all’interazione.

È importante differenziarlo dal First Contentful Paint (FCP) che misura la prima impressione che gli avventurieri hanno della velocità di caricamento del sito.

Il First Input Delay (FID), invece, consente di misurare la prima impressione dell’utente sull’interattività e la reattività del sito durante il caricamento.

Immagina di trovarti sulla tua nave pirata, stai navigando velocemente a destinazione finché non trovi di fronte una nave della marina: decidi così di virare a tribordo con il timone…ma la nave non cambia direzione!

Lo stesso avviene quando il tempo di risposta di un sito è scadente, rendendo l’esperienza utente frustrante e facendo scappare a gambe levate gli avventurieri che non riescono a interagire inizialmente come vorrebbero con gli elementi della tua nave.

Concentrandosi sul caricamento, il FID misura il ritardo nell’elaborazione degli eventi solamente da azioni discrete come clic, tocchi e pressioni di tasti.

In generale, questo ritardo si verifica perché il browser è impegnato in qualcos’altro e non può (ancora) rispondere all’utente: per esempio, potrebbe essere impegnato nell’analisi e nell’esecuzione di un file JavaScript di grandi dimensioni.

Pertanto il FID scoraggia l’esecuzione di script eccessivamente pesanti, favorendo una navigazione fluida ed immediata.

Tuttavia ho deciso di metterti in guardia: è possibile che le prime interazioni di alcuni utenti saranno in momenti buoni mentre altre in momenti difficili (come quando il browser è occupato). Altri, invece, potranno non interagire affatto con il tuo sito!

Ciò significa che alcuni utenti avranno valori FID bassi, alcuni probabilmente alti mentre altri non avranno valori FID. Comprendi?

Per questo è importante il modo in cui analizzi e valuti i valori del tuo sito che, per fornire una buona esperienza utente, dovrebbe avere un primo ritardo di input inferiore a 100 millisecondi. Tra i 100 e i 300 millisecondi ci sarà bisogno di miglioramenti mentre sopra i 300 millisecondi la risposta sarà scadente.

first input delay esperienza utenteCome misurare il First Input Delay

Se desideri misurare le prestazioni del tuo sito e il First Input Delay puoi utilizzare diversi strumenti.

Come ottimizzare il First Input Delay

Come abbiamo già visto, la causa principale di un FID scadente può essere l’esecuzione di JavaScript. Pertanto l’ottimizzazione del modo in cui analizza, compila ed esegue sulla tua pagina web ridurrà direttamente il FID.

Il browser, infatti, non può rispondere alla maggior parte delle interazioni dell’utente mentre il thread principale è occupato e per ottimizzare ciò potresti:

  • spezzare i Long Tasks – oltre a ridurre la quantità di JavaScript che viene caricato su una singola pagina, può essere utile suddividere il codice a esecuzione prolungata in attività più piccole e asincrone;
  • ridurre il tempo di esecuzione di JavaScript – per farlo potresti limitare la quantità di JavaScript sulla tua pagina, riducendo così la quantità di tempo che il browser deve impiegare per eseguire il codice e accelerando la velocità con cui il browser può iniziare a rispondere a qualsiasi interazione dell’utente;
  • differire il codice JavaScript – l’uso di defer nell’HTML permette di caricare il codice JS in background, così il browser carica e mostra tutti gli elementi della pagina e infine esegue il JavaScript in defer.

Se non hai ottenuto i risultati desiderati non esitare a contattare un abile Capitano come me: ti aiuterò a ottimizzare il tuo sito web, rendendolo visibile anche in mezzo alla nebbia del Regno di Google!

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